giovedì 29 maggio 2014

La conversione di Fabrizio Gatta, grazie a don Tonino Bello

Il conduttore di Linea Blu e Linea Verde racconta come, nel suo cammino di fede, sia stato importantissimo il suo incontro con don Tonino Bello

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La conversione di Fabrizio Gatta, il noto conduttore di Linea Blu e Linea Verde passa dal Salento. Il  famoso presentatore racconta come, nel suo cammino di fede, sia stato importantissimo il suo incontro con don Tonino Bello. “L’incontro con don Tonino Bello”, ci conferma Fabrizio Gatta, “è stata un’illuminazione forte. E’ stato da allora che ho messo l’anello con il Padre Nostro al dito e non l’ho mai più tolto”.
Questo “incontro” è avvenuto in particolar modo nel maggio del 2011. Fabrizio Gatta aveva chiesto alla direttrice della rivista di turismo e cultura del Salento, Spiagge, Carmen Mancarella di proporgli alcuni luoghi meno noti dove fare le riprese di Linea Blu, programma di cui lui era oltre che conduttore anche coautore. Il tema era UN MARE DI … “Dopo aver proposto a Fabrizio UN MARE di… APPRODI le cui riprese partirono da Castro per raccontare l’approdo di Enea a poi, l’approdo dei bizantini nella Cripta dei Santi Stefani a Poggiardo, proposi anche UN MARE DI… FEDE tra Santa Maria di Leuca, dove sorge un bellissimo santuario, Leuca Piccola, meta di pellegrinaggi, e Alessano la città dove è nato don Tonino Bello. Fabrizio non conosceva don Tonino, ma accettò di buon grado l’idea di dedicare una puntata ad un mare di… fede”.
Quando il noto conduttore arrivò nella casa di don Tonino Bello ad Alessano venne accolto dai fratelli di lui (Marcello e Trifone) e da Giancarlo Piccinni, presidente della fondazione Don Tonino Bello. Si interessò molto al pensiero di don Tonino, ricordato soprattutto come vescovo di Molfetta e da poco proclamato Beato. Ma non voleva andare sulla tomba, perché, diceva, sarebbe stata una cosa triste fare le riprese al cimitero. Invece si lasciò convincere e scoprì che la tomba di don Tonino Bello è un luogo di gioia dove i pellegrini si raccolgono in preghiera e dove i giovani si danno convegno per stare insieme cantare e suonare la chitarra. Fabrizio percepì subito l’atmosfera positiva di quei luoghi e decise di intervistare lì il presidente della Fondazione, Piccinni, che gli raccontò l’amore che don Tonino aveva per il mare e in particolar modo per il mare di Leuca. Sul più bellò arrivò vicino alla tomba anche il piccolo Tonino Bello, nato da pochi giorni, con i suoi genitori, nipoti di don Tonino. E fu una grande emozione.
Don Tonino Bello pregava Dio perché divenisse la sua Ala di Riserva. Era il fautore della Chiesa della Stola e del Grembiule: una chiesa che predicava la dottrina, ma, che, con il grembiule, si metteva al servizio dell’umanità, specie quella più sofferente. Infatti divenuto vescovo di Molfetta aveva letteralmente trasformato il vescovado nella casa alloggio dei più umili: immigrati, ladri, prostitute, ragazze madri… Aveva per tutti una parola di consolazione e di coraggio. Girava per Molfetta con un’umile ‘500, non aveva voluto servi e autisti. Al posto della croce d’oro indossava una croce di legno, al petto. E’ stato un papa Bergoglio ante litteram. E’ morto ad appena 58 anni, nel ‘93 dopo aver partecipato alla marcia per la Pace a Sarajevo. Tra i suoi scritti più belli, Maria, donna dei nostri giorni, in cui lui attualizza la figura di Maria e la fa vivere nelle sofferenze quotidiane delle donne dei nostri giorni. E’ un libro-preghiera rivolto a Maria, un grande messaggio di fede e di speranza.

domenica 20 aprile 2014

Coraggio! Irrompe la Pasqua!


E’ il giorno dei macigni
che rotolano via dall’entrata dei sepolcri.
E’ il tripudio di una notizia
che si temeva non potesse giungere più
e che corre di bocca in bocca
ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici.
E’ la gioia delle apparizioni del Risorto
che scatena abbracci nel Cenacolo.
E’ la festa degli ex delusi della vita,
nel cui cuore dilaga ora la speranza.
Che sia anche la festa in cui
il traboccamento della comunione
venga a lambire le sponde
della nostra isola solitaria.
don Tonino Bello

domenica 13 aprile 2014

Domenica delle Palme

"C'è l'ho con te Chiesa che ho l'onore di servirti. C'è ancora molta prudenza nelle tue scelte pastorali. Fai eccessivo affidamento sui tuoi vecchi repertori. Ti lasci troppo irretire dalla paura del cambio. E dai l'impressione di non esserti del tutto liberata dalla cautela di ricorrere ai fermenti mondani del potere e della gloria. Cambiare è possibile. Per tutti". don Tonino Bello 


sabato 29 marzo 2014

Ada Fiore presenta Vota Socrate a Tricase

Ada Fiore la si può definire senza ombra di dubbio un sindaco singolare, unico nel suo genere, in un angolo di Salento davvero speciale. A Corigliano d’Otranto, Ada Fiore è riuscita a rendere questa deliziosa comunità un luogo in cui la filosofia, suo grande amore, la fa da protagonista. Infatti il primo cittadino ha realizzato con il placet e la collaborazione della sua illuminata amministrazione l’ormai celebre “Giardino di Sophia”, un parco dedicato alla filosofia (open 24 hours, perché il pensiero non va mai in vacanza) nella speranza che possa diventare un modello da seguire dalle altre realtà salentine e dall’Italia intera, giungendo a essere una possibile strada per uscire dalla crisi e tentare concretamente di liberarsi dalle catene stritolanti del mercato contemporaneo. Ada Fiore è autrice di un libro (che è parte integrante di questo ampio progetto socio/filosofico) dal titolo Vota Socrate edito da Lupo editore.

Il sindaco di Corigliano sarà ospite il 29 Marzo 2014 alle ore 18,45 al Callistos hotel.

VOTA SOCRATE (Lupo editore) E se un giorno Socrate si fermasse davanti ai cancelli del Paradiso per discorrere di vizi privati e pubbliche virtù con San Pietro? Ada Fiore, filosofa dell’era 2.0, immagina questo curioso e particolare siparietto, alle soglie del terzo millennio, che vede coinvolti due dei massimi protagonisti, involontari, della controversa querelle tra fede e ragione che anima il dibattito culturale e filosofico da millenni. Socrate, dopo la morte, ottiene il premio della vita eterna tra i meritevoli, ma un disguido gli impedisce di varcare la soglia dell’Empireo e deve attendere più di 2400 anni perché qualcuno si accorga di lui. E quel qualcuno, naturalmente, è proprio il custode delle chiavi, il santo a cui il Cristo ha affidato la custodia del Regno dei Cieli. Da quell’incontro casuale scaturisce un intenso e fitto dialogo sulla società dei nostri giorni, sui mali di cui essa si alimenta quotidianamente e sull’incapacità del genere umano di sfuggire al lento declino a cui sembra destinato. Con un’agile e fruibile prosa l’autrice prende per mano il lettore e lo avvicina all’affascinante mondo dell’arte del pensiero. La filosofia diventa così scienza alla portata di tutti, che si apre alla verifica della quotidianità e diventa strumento per la sua comprensione.
Alternando alla narrazione estratti dei testi originali, Ada Fiore ci introduce nel mondo e nel pensiero di Socrate, filosofo tra i più significativi dell’Occidente e figura attualissima che si distingue per l’integrità morale della sua vita. Il pensatore ateniese, più vivo che mai, sembra avere una risposta a ogni preoccupazione di San Pietro, comprese quelle inerenti le pericolose derive della politica nostrana. E se in mezzo a proclami elettorali e promesse di ogni sorta, i politici contemporanei appaiono privi di proposte convincenti, il “manifesto” di Socrate si caratterizza per la riscoperta di ideali a lungo sopiti, che mettono in comunione, per una volta, i credi più disparati.
Arriverà, forse, dalla filosofia il germoglio di speranza per un futuro roseo?
Ai posteri, anzi agli avi, l’ardua sentenza.
L’Autrice – Ada FIORE, docente di storia e filosofia presso il Liceo F. Capece di Maglie. Dal 1997 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore alla cultura del suo paese natale, Corigliano d’Otranto. Dal 2006 al 2010 e dal 2010 ad oggi, riveste la carica di Sindaco ma non ha mai smesso di praticare l’esercizio filosofico con i suoi alunni e anche con i suoi cittadini. Infatti è stata promotrice sin dal 2002 di un’importante innovazione didattica nell’insegnamento della filosofia denominata “Giovani Pensatori” e ideatrice dell’istituzione di un “Parco filosofico” nelle strade del paese a servizio di un nuovo “turismo del pensiero”.

Fonte: sudnews.it

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